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Vengono pubblicati nella classifica dei più ricchi, rivendicano la loro Privacy e scatta la sanzione

Molti possono solo sognare di comparire nelle classifiche degli uomini più ricchi stilate da Forbes, ma per alcuni invece il sogno rappresenta la realtà e non sempre gradita.


A quanto pare infatti, alcune famiglie tra le più facoltose dell’Ungheria, non hanno affatto gradito di vedersi pubblicate nella prestigiosa rivista senza essere state preventivamente interpellate, per questo hanno deciso di rivolgersi all’Autorità per la protezione dei dati magiara, la quale ha accolto i loro reclami multando la casa editrice.


Come ormai avviene da decenni in vari paesi del mondo, anche nel settembre scorso Forbes aveva diffuso in Ungheria, tramite le versioni cartacee e online della rivista, la lista delle famiglie più abbienti, mentre a gennaio 2020 gli editori avevano pubblicato la classifica dei 50 personaggi più ricchi della nazione, senza probabilmente tenere conto che qualcuno avrebbe potuto infastidirsi e rivendicare in una certa misura la sua Privacy.

Esaminato il caso, lo scorso 23 luglio l’Autorità di Controllo ungherese è giunta alla conclusione che la casa editrice aveva in effetti violato il GDPR, omettendo di fornire preventivamente adeguate informazioni agli interessati così come richiesto dall’art.14 del Regolamento Europeo sulla Privacy ed impedendo loro così di esercitare i propri diritti di accesso e di opposizione al Trattamento dei dati personali.

Il Garante ha inoltre stabilito che prima di procedere alla pubblicazione di tali informazioni, gli editori avrebbero dovuto fare un'adeguata valutazione degli interessi (legitimate interest assessment) per verificare che fossero salvaguardati i diritti e le libertà fondamentali dell'interessato nel rispetto dell’art. 6 del GDPR, rimarcando che nell’esercizio del diritto di cronaca la pubblicazione di tali elenchi è comunque soggetta ai requisiti del GDPR che l’editore deve sempre rispettare, ed ha perciò imposto sanzioni complessive per 4,5 milioni di fiorini (corrispondenti a circa 12.500 euro) alla società editrice di Forbes in Ungheria, che dovrà anche modificare le proprie procedure relative alla pubblicazione di informazioni personali conformandosi alle disposizioni di legge vigenti in materia di protezione dei dati personali.


Nel frattempo, sul sito ungherese di Forbes, alcune delle informazioni incriminate sono già state modificate e il servizio appare adesso parzialmente deturpato con diverse immagini e ritratti rimossi e dati identificativi (come cognomi e nomi) sostituiti con frasi generiche.


Se a maggio 2020 il governo ungherese era sembrato indulgente annunciando l’intenzione di sospendere le disposizioni della normativa UE sulla protezione dei dati a causa dell’emergenza da Covid-19, adesso pare proprio che vi sia stato un netto cambio di rotta e che sulla Privacy non si transiga più!


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