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L'Italia che riparte: gli Hair and Make up Artist

C’è chi posta su Instagram il momento della sua rasatura fai da te e chi va in onda in tv con un ciuffo fuori posto. I parrucchieri, com’è noto, sono ormai chiusi da oltre un mese e mezzo, da quando è scattato il lockdown.



Quello che non tutti sanno è che in Italia si tratta di una delle categorie di artigiani più numerose. E dopo più di un mese di chiusura, in molti rischiano di scomparire, il futuro per loro è davvero incerto. Il presidente di Cosmetica Italia ha dichiarato che se la sicurezza resta al primo posto, coniugarla con l’economia e il lavoro è senza dubbio la priorità, perché riprendere a lavorare sta diventando davvero urgente: 300 mila famiglie che appartengono a questa categoria sono in difficoltà, si tratta dello 0,5% della popolazione italiana che garantisce circa 6 miliardi di fatturato. Questa chiusura non solo ha causato 1,5 miliardi di perdite ma è possibile anche che il 25% dei saloni, i più piccoli e quelli meno robusti finanziariamente, non riapriranno». Ben il 90% dei 130.000 saloni è costituito infatti da piccolissime unità, con mediamente 2 persone occupate per salone, capaci di generare fatturati e margini molto bassi, appena sufficienti a garantire la gestione giornaliera dell’esercizio, mentre molti sono i professionisti che lavorano da soli.

Per questo, secondo Cosmetica Italia, sarà necessario accelerare la ripartenza, tanto più che alcune misure di sicurezza non sono del tutto nuove per i saloni, in primis igienizzazione dei locali e degli strumenti utilizzati. «Non c’è mai stato il distanziamento sociale — aggiunge il presidente di Cosmetica Italia — ma sicuramente ci sono misure che potranno essere attuate per evitare gli assembramenti. La cosa urgente è riaprire perché un altro mese di chiusura sarebbe catastrofico. È chiaro che sarà diffuso l’uso della mascherina, i guanti, le sedute e i lettini andranno igienizzati, va fatto tutto con grande coscienza e grande attenzione. Andrà tenuto conto della distanza tra le poltrone e fissati gli appuntamenti in base alla grandezza dei locali ma chiediamo al governo e ai decisori soprattutto di espandere gli orari per coprire il picco che ci sarà nel primo momento dell’apertura. Sì alle aperture serali e a quelle nel weekend, perché solo così saremo in grado di sostenere la domanda».


L'intervista: Salvatore Pennisi, Hair & Make Up Artist (MI)


Con l’occasione abbiamo intervistato Salvatore Pennisi, Hair & Make Up Artist di alcune tra le più prestigiose case di moda italiane ed internazionali.


Enterprise: Dove si svolgeva prevalentemente il tuo lavoro prima dell’arrivo del Covid-19? Avevi uno spazio fisso oppure ti muovevi in giro in base agli eventi e alle opportunità?

Pennisi: Il mio lavoro prima del Coronavirus veniva svolto presso studi fotografici, anche se spesso per i servizi editoriali le location erano le più svariate: parchi, giardini o camere di hotel. A differenza di un parrucchiere o un truccatore tradizionale che operano nel proprio salone, sono io che raggiungo i miei clienti e quindi ero sempre in movimento.


Enterprise: Hai già pensato a come poterti mettere in sicurezza dal prossimo contatto con le modelle che seguirai e come poter rasserenare anche loro sulla paura del contagio?

Pennisi: Sicuramente l’uso dei dispositivi canonici quali guanti e mascherine saranno indispensabili anche una volta finita l’emergenza e certamente ne farò un uso costante, adesso sono in attesa di capire se ci verranno forniti o consigliati ulteriori materiali per preservarci. E’ fondamentale inoltre il rispetto delle regole e delle misure di sicurezza per rendere la ripresa del lavoro più serena per tutti ed evitare che la curva del contagio torni a salire.

Enterprise: Ti manca il tuo lavoro? Come e quando pensi di poter tornare a lavorare?

Pennisi: Certo che mi manca il mio lavoro, mi manca tantissimo poter viaggiare e ritrovarmi con persone stimolanti con le quali ho l’opportunità di confrontarmi continuamente per crescere...spero di poter tornare a farlo presto e anche se inizialmente le modalità saranno più precauzionali, sarà uno sforzo che vale la pena sostenere per il nostro futuro.

Enterprise: Hai paura di tornare a contatto con le persone oppure pensi che se gestita con intelligenza si riesca a tornare presto alla normalità?

Pennisi: Non ho alcun timore di tornare alla vita di sempre e penso che usando il buon senso si possa riprendere velocemente il processo produttivo, dobbiamo solo iniziare a concepire nuove abitudini e prima lo facciamo, prima torneremo ad essere tutti più sereni.


Ringraziamo Salvatore Pennisi per la sua testimonianza e davvero auguriamo di tutto cuore, a lui ed ai suoi colleghi in l’Italia e all’estero, di poter tornare presto al proprio lavoro con la spensieratezza e la possibilità di poterlo fare regalando coccole e sorrisi!



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