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L'Italia che riparte: le Aziende Agricole

Anche le imprese agricole italiane hanno avuto una diminuzione delle attività a causa della pandemia Coronavirus, che ha sconvolto i mercati con difficoltà per le esportazioni, lo stop forzato al canale ristorazione e la chiusura di alcune attività.


Emerge infatti da un’analisi Coldiretti che il 57% delle aziende agricole toscane abbiano urgente bisogno di liquidità.

L’impatto della pandemia Covid-19 per l’agricoltura varia da comparto a comparto con picchi anche del 100% per l’agriturismo dove in Toscana sono chiuse, per le misure anti contagio, tutte le 4.500 strutture che contano 31mila posti letto e 700 piazzole che accolgono oltre 60mila persone, mentre, tra le aziende agricole che esportano, il 70% sta subendo cancellazioni di commesse anche per le difficoltà alle frontiere e si registra il crollo dei servizi forniti a bar e ristoranti chiusi per l’emergenza. In moltissimi casi i compensi riconosciuti agli agricoltori sono scesi.

Secondo l’indagine Coldiretti emerge inoltre che a pagare il conto più pesante siano stati proprio il settore del vino e del florovivaismo, ma qualche non trascurante difficoltà è segnalata sui mercati anche per ortofrutta, formaggi, salumi, pesca e conserve.

Per questo è stata chiesta alla Regione Toscana una ricognizione delle risorse disponibili per valutare le possibilità di intervento diretto e semplificato a favore delle imprese, perché servono tutte le risorse e gli strumenti disponibili a far ripartire il settore agricolo.

In questa fase di emergenza sanitaria che, inevitabilmente, ha colpito anche l’agricoltura, è infatti necessario garantire ai territori rurali vitalità e condizioni che permettano una continuità produttiva e gestionale delle imprese perché in gioco, oltre all’offerta alimentare che tali aziende, nonostante le difficoltà del momento, stanno comunque cercando di garantire, vi sono anche il mantenimento e la cura dello spazio naturale.


L'intervista: Azienda Agricola Feudo Ghelardini di Montignoso (MS)


Ce ne parla oggi, in modo un pò più dettagliato, Martina Ghelardini, proprietaria della conosciuta Azienda Agricola Feudo Ghelardini, di Montignoso (MS), in Toscana, dove a trovare un ottimo cibo e un panorama mozzafiato non sono solo i cosìddetti “locals” (abitanti nelle vicinanze) ma anche e soprattutto moltissimi stranieri di passaggio.


Enterprise: Da quanto tempo avete chiuso le vostre porte a turisti e viaggiatori?

Ghelardini: Lavorando solo nel periodo primaverile-estivo, abbiamo avuto il tempo di organizzare solo San Valentino il 14 febbraio, dopo la chiusura ad ottobre dello scorso anno, dopo di che abbiamo chiuso definitivamente. Avremmo avuto gruppi già prenotati a marzo, ma siamo entrati prima in quarantena forzata, di conseguenza li abbiamo dovuti disdire.

Enterprise: In questa fase di isolamento avete comunque la possibilità di prendervi cura della vostra terra e dei vigneti?

Ghelardini: Sì, nonostante la quarantena abbiamo, per nostra grande fortuna, la possibilità di dedicarci interamente al lavoro in vigna, potendo godere delle belle giornate all'esterno. Lavoriamo nell'orto, seguiamo lo sviluppo dell'uva, ci siamo dedicati alle potature degli ulivi, alla preparazione della legna da mettere nel nostro caminetto per il prossimo inverno. Ci stiamo dando molto da fare per prenderci cura della nostra azienda e rimanere attivi, così da essere preparati e bene organizzati per la prossima riapertura.



Enterprise: Anche voi, come molti in Italia, siete riusciti a praticare il delivery dei vostri prodotti? Ne avete trovato un minimo di beneficio in termini di rientro dei costi di produzione?

Ghelardini: Sì, diciamo che abbiamo sempre utilizzato il servizio delivery, ma in questo periodo lo abbiamo incrementato perché attualmente è l’unico modo che abbiamo per mandare avanti le finanze; essendo chiusi al pubblico possiamo infatti contare solo su questo per riuscire a fornire i nostri prodotti ai clienti. Devo dire che, nonostante il periodo delicato e difficile, abbiamo acquisito nuovi clienti e ne siamo molto felici. E' dura però parlare in termini di beneficio di rientro, poiché i nostri reali ricavi sono dati dal lavoro della stagione, come ad esempio le degustazioni, soprattutto quelle dei clienti stranieri. Siamo molto penalizzati purtroppo in questo senso, perciò confidiamo nelle visite e nelle prenotazioni dei nostri compaesani non appena la riapertura sarà possibile.

Enterprise: Cosa state facendo o prevedete di fare in materia di sicurezza per poter tornare presto alla normalità e quando pensate che questo possa avvenire?

Ghelardini: In termini di sicurezza dovremo mettere in atto ovviamente le norme dettate sia dal buon senso che dal decreto. Per il momento non pensiamo ad una riapertura a breve, poiché vogliamo come prima cosa tenere monitorato l'andamento dei contagi; adesso la nostra unica certezza è poter continuare ad effettuare le consegne a domicilio e abbiamo deciso di mantenere attivo questo servizio anche per il futuro. Inoltre, appena ne avremo nuovamente la possibilità, apriremo il punto vendita al dettaglio, mentre per gli aperitivi e gli altri eventi aspetteremo appunto di vedere come si evolverà la situazione, augurandoci che presto tutto possa tornare alla normalità.


Grazie all'Azienda Agricola Feudo Ghelardini di Montignoso per la testimonianza, auguriamo a tutto lo staff di poter continuare a prendersi cura della propria terra, grazie alla quale poter fare felici i clienti che a casa aspettano con ansia la consegna dei prodotti e che sperano di poter tornare presto a degustarli sul posto!



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